Il buio è uno spazio: fotografie dalla cecità
Al Museo di Roma in Trastevere una mostra di Evgen Bavčar, non vedente, che si è affermato in campo internazionale come fotografoBavčar: «Lui ci dice chi è, si racconta senza filtri e non si scontra con il limite della visione diretta, quella fisiologica che a lui manca. Lo scontro non lo sente e non lo cerca, lo elabora. L’universo che lui crea è accessibile agli altri grazie al mezzo fotografico che, per colmo, da strumento della vista si tramuta in strumento del non vedere. (…) Laureato in filosofia estetica alla Sorbona nel 1976, ricercatore presso il CNRS francese, scrittore, poeta, conduttore radiofonico, conferenziere internazionale. Parla correntemente 5 lingue, alle quali ha voluto aggiungere il linguaggio delle immagini. L’evoluzione tecnologica gli ha permesso di superare ostacoli pratici e concentrarsi sui contenuti della sua arte. Dall’alto della sua mente sconfinata scatena una rivoluzione ricca di quesiti esistenziali, in controtendenza rispetto ai luoghi comuni dell’arte e del mondo».



